Chat su Android e iOS: giusto l’anonimato?

L’opinione pubblica, anche in virtù dei più recenti fatti di cronaca, non sempre reputa adeguatamente corretta la possibilità di utilizzare una chat anonima, ma ancora oggi, con le dovute evoluzioni tecniche, la messaggistica istantanea o metodi di comunicazione rapida online che non danno riferimenti al nome reale dell’utente sono pressoché disponibili.

Ad esempio, Chatroulette per Android ed iOS garantisce la possibilità di utilizzare la webcam anonimamente per diffondere in rete le proprie immagini. Con l’evoluzione mobile, sono ancora più numerose le possibilità di utilizzo, e non soltanto per vedere scene di nudo.

Andando con ordine, le chat anonime sono esistite dagli albori di internet, ed hanno costituito inevitabilmente una delle prime possibilità di trasgressione. Ovviamente, con il passare degli anni, l’evoluzione della rete ha creato, per mere finalità pubblicitarie, degli utenti sempre più profilati: con Facebook, pietra miliare in tal senso, le persone hanno iniziato ad usare nomi reali, a stringere relazioni in rete con gli utenti che lo circondano, instaurando collegamenti basati sulla posizione geografica, sui contatti whatsapp, sui gusti e sulle attività didattiche e lavorative. Oggi, la rete sa molto più di noi di quanto possiamo immaginare, dunque il concetto di totale anonimato è stato lentamente sostituito da una modalità di conoscenza della persona, basata sui dati rilevati opportunamente.

La difficoltà maggiore, poi, si riscontra comunque nelle regolamentazioni e nelle normative. La privacy viene costantemente violata, a volte anche con la volontà implicita dell’utente. Basta dare qualche consenso in più, senza dare troppo peso allla questione, per vedere situazioni a dir poco imbarazzanti: solo qualche mese fa, la connessione tra Facebook, il numero di telefono e Whatsapp ha fatto sì che i pazienti di uno psicologo visualizzassero su Facebook, tra le “persone che potresti conoscere”, gli altri pazienti, in violazione della vita privata e del segreto professionale del medico.

Dunque, ben vengano i Chatroulette e gli altri sistemi di comunicazione anonima: si possono utilizzare per le attività ludiche senza alcun rischio di privacy. L’unica vera difficoltà sta probabilmente nell’evitare la possibilità di perpetrare azioni illegali ai danni degli utilizzatori, o violandoli con video e foto particolarmente forti. Un giusto profilo tra la privacy ed il controllo di sicurezza, con un pizzico di buonsenso, potrebbe garantire il successo di qualunque sistema di comunicazione sociale sul web.